Visualizzazione post con etichetta cinema e natura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinema e natura. Mostra tutti i post

mercoledì 6 maggio 2026

La mia partecipazione al Green Film Lab – Torino, 17-19 aprile 2026

 Ho partecipato al Green Film Lab organizzato da TorinoFilmLab (edizione Torino 2026), uno dei workshop internazionali più importanti dedicati alla produzione cinematografica sostenibile con una partecipazione fortemente selezionata di Green Manager.

Durante il laboratorio ho portato le istanze della conservazione attiva della natura e della tutela della biodiversità, temi ancora marginali nei protocolli di certificazione attuali (ad eccezione di alcuni aspetti presenti in Ecoprod). Ho sottolineato l’esigenza di integrare criteri più specifici legati a:

  • impatto sugli ecosistemi e sulle aree protette;
  • tutela della fauna durante le riprese in location naturali;
  • rigenerazione ambientale e legacy positivo dei set;
  • narrazioni e pratiche che mettano al centro la conservazione della natura oltre alla mera riduzione dell’impronta carbonica.



L’esperienza al Green Film Lab ha confermato l’interesse crescente del settore verso una sostenibilità più matura e profonda, aprendo un dialogo concreto per l’evoluzione futura dei disciplinari Green Film e delle certificazioni europee.
Panoramica delle certificazioni ambientali nel settore audiovisivo italiano
In Italia il settore audiovisivo ha sviluppato negli ultimi anni diversi strumenti per misurare e certificare la sostenibilità delle produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie. Le principali sono:

  • Green Film - La certificazione più diffusa e riconosciuta a livello nazionale ed europeo. Nata nel 2017 dalla Trentino Film Commission, è un sistema di rating basato su un disciplinare dettagliato (energi, mobilità, rifiuti, approvvigionamenti, ecc.). È verificata da enti terzi (es. RINA, Bureau Veritas) ed è riconosciuta dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA). Molte Film Commission italiane la promuovono e la premiano.
  • EcoMuvi - Certificazione di sostenibilità ambientale (ed economica) specifica per le produzioni audiovisive, con focus su risultati misurabili e rendicontabili.
  • Altre iniziative - Protocolli regionali (es. Sardinia Green Shooting) e adesione a standard internazionali come Ecoprod (sistema francese molto utilizzato anche in co-produzioni europee).
Queste certificazioni si concentrano principalmente su riduzione delle emissioni di CO₂, gestione dei rifiuti, uso di energia rinnovabile, mobilità sostenibile e approvvigionamenti green. Tuttavia, la tutela diretta della biodiversità e della conservazione della natura rimane ancora poco rappresentata nei criteri attuali.


giovedì 23 ottobre 2025

Come adeguare le attività di un set cinematografico alle esigenze di conservazione di parchi naturali e aree protette?

Girare un film o una serie televisiva in un'area naturale protetta può essere entusiasmante, ma può rappresentare una sfida significativa per la produzione e grandi responsabilità, soprattutto per quanto riguarda l'uso di scenografie che prevedono la sistemazione provvisoria di piante ad esempio per creare una ambientazione tropicale. Proteggere l'ecosistema locale è fondamentale, soprattutto quando si utilizzano piante alloctone per ricreare scenografie esotiche. 

Su un set occorrono mille attenzioni!

Vi indico alcune linee guida su come farlo in modo sostenibile e rispettoso dell'ambiente:

1. Pianificazione del set

La preparazione delle riprese deve includere una valutazione dettagliata dell'area e delle specie vegetali che verranno utilizzate. È essenziale scegliere piante che possano essere coltivate in vaso e provenienti da vivai certificati, garantendo che non ci siano rischi di radicamento e diffusione nel terreno.

2. Misure preventive

Prima di introdurre piante alloctone sul set, devono essere prese alcune misure per prevenire la diffusione involontaria di queste specie:

    • Passaporti di legge: le piante devono essere accompagnate da un passaporto che ne attesti la provenienza e la conformità alle normative.

    • Eliminazione delle parti riproduttive: nei vivai, tutte le parti delle piante contenenti semi o potenzialmente in grado di produrli devono essere rimosse.

    • Teli protettivi: sotto le piante con rizomi devono essere posizionati teli di tessuto non tessuto per prevenire la dispersione.

3. Monitoraggio durante le riprese

Durante le riprese, è essenziale un monitoraggio costante delle piante. Controllare regolarmente l'integrità dei vasi e dei teli protettivi per garantire che non vi siano segni di dispersione nell'ambiente naturale.

4. Rimozione e smaltimento

Conclusa la fase di riprese, tutte le piante esotiche devono essere rimosse dall'area. Assicurarsi che nessuna pianta venga lasciata accidentalmente sul posto è fondamentale. Le piante rimosse devono essere smaltite correttamente per evitare la loro diffusione nell'ambiente.

5. Controlli post-produttivi

Dopo la conclusione delle riprese, è fondamentale effettuare controlli periodici dell'area per verificare che non vi sia stata alcuna diffusione delle piante esotiche. Questi controlli devono continuare per un periodo sufficiente a garantire che l'ecosistema locale non sia stato compromesso.

Conclusione

Seguendo queste linee guida, è possibile ridurre al minimo l'impatto delle attività di un set cinematografico sulle aree protette. La collaborazione tra le produzioni cinematografiche e le autorità di conservazione è fondamentale per preservare la bellezza naturale e la biodiversità di questi luoghi meravigliosi, assicurando che possano essere goduti dalle future generazioni. Trasformare la passione per il cinema in un atto di amore e rispetto per la natura è un obiettivo raggiungibile e doveroso.

Stefano Picchi

Europanatura Blog 

A questo proposito ti invito a leggere: