Ho partecipato al Green Film Lab organizzato da TorinoFilmLab (edizione Torino 2026), uno dei workshop internazionali più importanti dedicati alla produzione cinematografica sostenibile con una partecipazione fortemente selezionata di Green Manager.
Durante il laboratorio ho portato le istanze della conservazione attiva della natura e della tutela della biodiversità, temi ancora marginali nei protocolli di certificazione attuali (ad eccezione di alcuni aspetti presenti in Ecoprod). Ho sottolineato l’esigenza di integrare criteri più specifici legati a:
- impatto sugli ecosistemi e sulle aree protette;
- tutela della fauna durante le riprese in location naturali;
- rigenerazione ambientale e legacy positivo dei set;
- narrazioni e pratiche che mettano al centro la conservazione della natura oltre alla mera riduzione dell’impronta carbonica.
Panoramica delle certificazioni ambientali nel settore audiovisivo italiano
In Italia il settore audiovisivo ha sviluppato negli ultimi anni diversi strumenti per misurare e certificare la sostenibilità delle produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie. Le principali sono:
- Green Film - La certificazione più diffusa e riconosciuta a livello nazionale ed europeo. Nata nel 2017 dalla Trentino Film Commission, è un sistema di rating basato su un disciplinare dettagliato (energi, mobilità, rifiuti, approvvigionamenti, ecc.). È verificata da enti terzi (es. RINA, Bureau Veritas) ed è riconosciuta dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA). Molte Film Commission italiane la promuovono e la premiano.
- EcoMuvi - Certificazione di sostenibilità ambientale (ed economica) specifica per le produzioni audiovisive, con focus su risultati misurabili e rendicontabili.
- Altre iniziative - Protocolli regionali (es. Sardinia Green Shooting) e adesione a standard internazionali come Ecoprod (sistema francese molto utilizzato anche in co-produzioni europee).

